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domenica 26 agosto 2018

PATTY PRAVO, ULTIMA INCONTRASTATA ICONA DEL PIPER CLUB



copyright: Emidio Melis

SONO TANTE LE STAR DELLA MUSICA ITALIANA CHE HANNO IMPRESSO NELLA STORIA IL LORO SUCCESSO, RIUSCENDO A TRAMANDARE ALLE FUTURE GENERAZIONI VERI E PROPRI CULT. UNA DI QUESTE È PATTY PRAVO, LA RAGAZZA DEL PIPER.

110 milioni di dischi venduti nell’arco della carriera, hanno consacrato Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, sul podio delle cantanti Pop – Beat più famose al mondo. Nata nell’aprile 1948, della ragazza del Piper ricordiamo i brani più famosi che dal 1966 le hanno regalato il massimo riscontro commerciale. Il percorso canoro della ‘Divina’ Patty Pravo ha inizio nel ’66 con il singolo, ‘Ragazzo triste’, brano cui è seguito ‘Qui e là’, ‘Se perdo te’, ‘La Bambola’, ‘Il paradiso’, fino all’incisione di ‘Pazza idea’ del ’73 e di ‘Pensiero stupendo’ del ’78; canzoni che l’hanno resa celebre e messa al secondo posto nelle vendite, dopo la cantante Mina, grazie a quella particolare tendente poliedricità innovativa che sembrava esserle comune. Forse sono proprio queste le caratteristiche che hanno attratto poeti dello stampo di Vinicius de Moraes, musicisti del calibro di Jimi Hendrix o Mick Jagger e illuminati artisti quali Luigi Schifano.


LA DIVINA PATTY PRAVO SI CONFESSA

Per la prima volta, eterna e incontrastata ragazza del Piper Club, locale dove ha esordito con  successo negli anni sessanta, Patty Pravo si confessa in un libro autobiografico  oggi su tutte le migliori librerie italiane. “La cambio io la vita che”, è il titolo di questo libro edito dalla casa editrice Einaudi, posizionatosi nella collezione ‘Stile Libero’. 200 pagine raccontano il passato di Nicoletta Strambelli; dall’infanzia fra i canali veneti all’amore per gli uomini della sua vita. Erano gli anni in cui, ancora sconosciuta e alle prime armi, uscì dagli schemi di una famiglia borghese per dedicarsi a quella particolare fascia di pubblico della bella Roma, che l’attendeva ogni sera al Piper Club. La ‘Divina’, così è oggi conosciuta dai milioni di fan che fin dagli esordi si sono contesi i suoi brani con ossequioso rispetto, imitandola e presentandola in una moltitudine di faccette versioni sui palcoscenici di tutto il mondo.

ICONA DI LIBERTÀ E TRASGRESSIONE

Già nel ’66, scoperta dal talent scout Alberigo Crocetta al Piper Club di Roma, Patty Pravo divenne per i giovani l’incontrastata nuova icona di libertà e trasgressione. Nel sessantotto, innalzata sul piedistallo delle Star canore grazie all'interpretazione del brano ‘La bambola’, divenne famosa in tutto il mondo. Poliedrica e magnifica interprete di tante cantate ‘Visioni’, oltre alla trasgressiva voce deve il successo alla moltitudine di personaggi che hanno amato scrivere le ‘sue’ canzoni. Di queste ricordiamo la prima in assoluto, del '66, titolata ‘Ragazzo Triste’, una delle più belle canzoni scritta da Gianni Boncompagni; a seguire ‘La bambola’ del ’68, di Franco Migliacci; ‘Pensiero stupendo’ del ’78, di Ivano Fossati; ‘E dimmi che non vuoi morire’ di Vasco Rossi e Curreri, che la portarono nel ’97 sul podio delle classifiche. Il fortunatissimo brano ‘Cieli immensi’, scritto da Fortunato Giampaglione e presentato a Sanremo 2016,  a settant’anni riportano Patty Pravo alle cronache di quella notorietà che per lei stessa sembrava ormai perduta.

TRE DOMANDE ALLO STILISTA IN ERBA, MASSIMILIANO FALCONE

    di Massimiliano Falcone
  • Massimiliano, davvero Patty Pravo si racconta senza censure nel suo libro?
– Patty Pravo ama troppo il suo pubblico, non si permetterebbe mai di ‘fregarlo’. L’autobiografia della ‘Divina’, che Einaudi ha messo sugli scaffali delle librerie di tutta Italia, è davvero il libro della sua vita.
  • Perché secondo te ha tanto carisma?
– Con il carisma si nasce e Patty Pravo l’ha dimostrato immediatamente con la sua irruzione nell’Italia bigotta degli anni Sessanta. Intere generazioni sono state conquistate dalle sue canzoni e dal suo talento, compreso il modo naturale che aveva quando saliva sul palco.
  • Patty Pravo è l’ultima diva italiana e ha al suo carnet oltre cento milioni di dischi venduti nel mondo. Tu che sei un suo grande fan, cosa ti aspetti nel suo futuro?
– Dagli esordi del Piper Club a oggi, Patty Pravo ha vissuto una vita piena di successi; perché non sperare in un bravo regista e in un suo film? Quello che potrebbe avvenire è l’uscita di un nuovo album di inediti fortemente influenzati dalla cultura tuareg, il popolo con cui poco tempo fa ha fatto musica.


Autore: Emidio; Sketch: Massimiliano Falcone
Foto e disegni coperti da Copyright

domenica 9 luglio 2017

Esther Williams: “Bellezze al bagno” di ieri oggi e domani



Quando le donne crescono dietro le ombre oscure di una stanza e diventano autrici di un nuovo futuro.

Gli anni scorrono e percorrono attraverso il tempo, le immagini di un passato orientato a un futuro reinterpretato. I personaggi sfuggono alla cortese attenzione di un popolo che gioca nella giostra del tempo e porta a ricordare Esther Williams, una donna che ha fatto della violenza subita da un fratello adottato, l’eroina della Los Angeles Athletic Club. Grazie alla sua passione per l’acqua, arrivò 15enne a vincere numerose gare di nuoto nei 100 metri stile libero, meritandosi il titolo di campionessa della Costa del pacifico. Nata nel 1921 a Inglewood, nel sud-ovest di Los Angeles, Esther Williams fu scritturata a ventuno anni dalla compagnia di cineproduzione Metro Goldwyn Mayer, che solo dopo piccole apparizioni nei primi due film, le fece interpretare il ruolo della ragazza di Mickey Rooney in “La doppia vita di Andy Hardy”. Scoperte le sue vere qualità, date dal nuoto che tanto amava, il successo arrivò due anni dopo come attrice protagonista di “Bellezze al bagno”; musical che la vide interpretare magnifiche coreografie acquatiche, studiate esclusivamente per lei.


Successo e declino di Esther Williams

Dopo “Bellezze al bagno”, Esther Williams fu protagonista di altri film musicali minori che non ebbero lo stesso consenso dal pubblico. Solo nel ‘47 si ripeté quel mirabile successo, grazie a una magistrale interpretazione nel film “La matadora”. Da allora i successivi film con lei protagonista: “La figlia di Nettuno”, “La duchessa dell’Idaho”, “La sirena del circo” e “La ninfa degli antipodi” del ’52, furono tutti costruiti su misura per lei, che dimostrò grandi capacità interpretative. Pur essendo considerato spettacolare, il film “Annibale e la vestale”, da lei interpretato nel ‘55, si rivelò un fiasco dimostrandole che i gusti del pubblico stavano cambiando e che bisognava abbandonare. Scomparsa dalle scene, Esther Williams decise di ritornare all’attività di nuoto che tanto amava, proponendosi in qualità d’insegnante per bambini non vedenti, di quella disciplina che fu preludio del suo successo. Sposatasi per ben quattro volte, nel ’40, ’45, ‘69 e ’94, morì nel 2013 in una villa di Beverly Hills all’età di novantuno anni e ancora oggi è ricordata come una delle più grandi dive di Hollywood.

Sketch di Massimiliano Falcone
Due domande al designer Massimiliano Falcone
  • Massimiliano, i critici di allora scrissero che Esther Wiliams diventava diva solo “Bagnata”, sebbene i successi al botteghino la esclusero da ogni critica.

  - Esther Williams aveva talento e basta. Consideriamo che in quegli anni non esistevano le stunt girls e lei aveva le capacità acrobatiche naturali per far vivere con suspance le scene interpretate. Oltre a questo è stata e rimane un’icona di eleganza e forza, ricordava il suo amico Paolo Limiti, che la vedeva lanciarsi in mare aperto o da un trapezio a 30 metri d’altezza, senza paura. Amata da Hollywood, fu sempre presente alle feste più glam e alla moda, e lei stessa organizzò nella bellissima villa di Miami, il matrimonio di Limiti quando sposò Justine Matera.
  • Eleganza, talento e bellezza della Williams, possono essere riferimento di un immaginario collettivo femminile?
 - Certamente. Se osserviamo le proposte della moda, queste ci riportano a quell'epoca gloriosa e modaiola del beachware, che si presentava sempre nuova e colorata come un giardino all'equatore. Tra le ispirazioni dei film anni '40, oggi la moda estiva festeggia il sole, la felicità e la voglia di divertirsi vivendo un'estate hot. La donna mare deve avere una cuffia a fiori, grandi occhiali da sole, sandali dorati, costume da bagno intero e un pareo rigorosamente drappeggiato ad arte, per reintegrare lo stile "Bellezze al bagno" della diva Esther Wiliiams. -

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