venerdì 23 novembre 2018

Economia e bombe, la Sardegna triplica il made in Germania


Il made in Germania fa salti di gioia quando annuncia la triplice produzione di bombe fabbricate nella Regione Sardegna, apparentemente in favore del disarmo ma che fa i conti, ogni giorno, con economia e disoccupazione.



Non ci è dato sapere se la Regione Sardegna è complice dell'uccisione di migliaia di esseri umani, ma quel che sappiamo è che rifornisce l'Arabia Saudita di bombe, prodotte nello stabilimento Rwm della Germania, situato fra i territori di Iglesias e Domusnovas, nella guerra contro la Repubblica Unita dello Yemen. L'accusa di Amnesty International contro l'Arabia Saudita, per i crimini di guerra inflitti a uno dei Paesi più poveri al mondo, non hanno fermato l'inutile strage di adulti e bambini. Anche le organizzazioni umanitarie non sono immuni agli attacchi sferrati dai sauditi; ne è dimostrazione la cronaca sulla distruzione di più cliniche di "Medici senza Frontiere", compiuta con lancio di bombe a grappolo fabbricate dalla Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia, compresa la Sardegna.
Economia, bombe e disoccupazione Sardegna
Sono tanti i contrariati alla notizia di un incremento della produzione di bombe, fabbricate dalla Rwm del Gruppo Rheitnmetall Defense della Germania, nei territori del Sulcis-Iglesiente. Il caso fece scalpore a gennaio 2018, quando un video del New York Times denunciò pubblicamente, che gli ordigni fabbricati in Sardegna stavano massacrando la popolazione yemenita per mano dell'Arabia Saudita.
Oggi si commenta l'economia del territorio sardo e i posti di lavoro che inesorabilmente sono scomparsi dal dopoguerra, rivolgendo uno sguardo alla Rwm del gruppo tedesco e ringraziando quelle bombe perché, pur nascondendo la loro vera intenzione, riescono a frenare la disoccupazione.
Bombe, vince l'economia della morte
La popolazione è divisa fra i pro e i contro alla triplice produzione di bombe in Sardegna, che da 5mila pezzi arriverebbe a 15mila l'anno. Vietare la vendita di armi e bombe ai Paesi in conflitto fra loro, come dice la Costituzione italiana, è dimostrazione di umanità. Lo ha pensato anche la Germania di Angela Merkel, parlando di imporre l'embargo all'Arabia Saudita e minacciando di sospendere l'approvigionamento di armi per la situazione nello Yemen. Non sarebbe l'unica a volere 'apparentemente' aderire alle richieste di embargo volute dal Parlamento europeo e altre associazioni umanitarie, ma gli interessi commerciali, che grazie a quel settore fanno grande l'economia dei Paesi, non permetterà mai a Vienna, Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Spagna, Italia, Canada, Russia e altri Stati del mondo, di metter fine al traffico di armi e bombe. Ci è dato pensare che il denaro è più forte delle azioni umanitarie e della morte? Tu che dici?